|
L'Esperto Risponde
Cerchi una risposta al tuo problema? Non perdere altro tempo. Consulta le risposte ai quesiti già risolti dal nostro esperto.
Visualizza le risposte più recenti
SOLUZIONE DA EVITARE
Frontalini dei balconi riparati e rivestiti con scossaline metalliche.
(Riparazione calcestruzzi degradati)
Come affrontare correttamente la riparazione dei cls. degradati dalla carbonatazione e esposizione alle intemperie.
Domanda :In un condominio da noi amministrato dobbiamo procedere alla riparazione di vecchi balconi che hanno i frontalini con zone deteriorate e con il ferro arrugginito che si è scoperto. Potreste darci le indicazioni per un corretto intervento con i prodotti più indicati da utilizzare ? Per una gradevole finitura estetica abbiamo deliberato di rivestirli con una scossalina metallica. Vorremmo sapere se tecnicamente è meglio utilizzare il rame o la lamiera verniciata in quanto è stato sollevato il problema delle correnti vaganti. Amministrazioni Condominiali C. – Mantova Risposta : Rispondiamo prima alla seconda domanda. Tecnicamente è deleterio coprire il frontalino del balcone con una scossalina. Risolve solo un problema estetico ma non fa nulla per dare una protezione valida alla struttura in c.a. infatti eviterà solo la pioggia battente ma non è in grado di proteggere dalla carbonatazione del calcestruzzo che è presente con l’umidità nell’aria con tutti i suoi agenti inquinanti che, lentamente, trasformano lo strato del copriferro, protettivo dell’ armatura, in ambiente aggressivo che fa ossidare le armature con il conseguente degrado che notate nei vostri balconi. La protezione tecnica del calcestruzzo, che fisicamente non soffre l’esposizione alla pioggia, potrà essere correttamente risolta con un’apposita verniciatura traspirante al vapor d’acqua ma impermeabile agli agenti aggressivi presenti nell’aria (anidridi CO2, SO2, ecc.). La verniciatura resta ben visibile e quando con gli anni comincerà a deteriorarsi si potrà riprendere con le normali manutenzioni ripristinando correttamente la protezione del calcestruzzo armato. Rispondiamo alla prima domanda : Il ciclo di intervento sarà il seguente : Procedere alla demolizione di ogni parte in distacco o non dotata di sufficiente resistenza e coerenza. Le armature in avanzato stato di degrado saranno scoperte rimuovendo completamente lo strato di calcestruzzo copriferro. Saranno rimosse anche le tracce di precedenti interventi di riparazione o riporti non perfettamente aderenti. Tali operazioni dovranno essere eseguite con mezzi manuali o comunque tali da non danneggiare lo strato di calcestruzzo sano sottostante evitando eccessive vibrazioni. Effettuare una accurata pulizia mediante spazzolatura, o meglio sabbiatura, di tutte le superfici interessate dai successivi trattamenti, con completa rimozione di sostanze o depositi estranei, come ruggine, olio, grassi, pellicole superficiali sfarinanti. I ferri saranno ripuliti asportando completamente la ruggine e ricoperti a breve distanza con i successivi specifici trattamenti. I ferri di armatura ripuliti saranno trattati mediante applicazione a pennello in due mani, a distanza di circa 3 ore l´ una dall´ altra, con una boiacca cementizia pennellabile a due componenti a base di leganti idraulici, polveri silicee, inibitori di corrosione in dispersione di polimeri acrilici SIKATOP ARMATEC 108. I riporti in spessore a ricostruzione del copriferro e di parti mancanti saranno realizzati mediante riporto diretto di malta adesiva bicomponente a ritiro controllato a consistenza di stucco, costituita da inerti selezionati, cementi modificati con l´ aggiunta di polimeri sintetici in emulsione ed opportuni additivi, contenente microfibre in polipropilene, SIKATOP 122 . L´ applicazione sarà eseguita a dorso di cazzuola o spatola per spessori fino a 2 cm per mano curando di bagnare a rifiuto il sottofondo prima dell´ applicazione. Le superfici riparate si regolarizzeranno mediante applicazione di una malta pronta bicomponente adesiva,costituita da inerti selezionati di fine granulometria, leganti idraulici modificati con l´ aggiunta di polimeri acrilici in dispersione ed opportuni additivi SIKATOP 121. L´ applicazione sarà eseguita a spatola su sottofondo bagnato a rifiuto e successivamente finita con frattazzino di spugna. La superficie riparata e l´ intera struttura andranno poi protette contro la carbonatazione mediante un´ apposita verniciatura. TRATTAMENTO CONTRO LA CORROSIONE DEI FERRI DI ARMATURA INTERNI, CHE NON SONO ANCORA ARRIVATI AD UNO STATO CORROSIVO TALI DI CAUSARE IL DISTACCO DELLO STRATO COPRIFERRO. La protezione anticorrosiva delle barre d'armatura non trattate con SIKATOP ARMATEC 108, sarà assicurata dall'applicazione dell'inibitore di corrosione migrante SIKA FERROGARD 903, applicato in 2/3 mani a pennello o rullo su tutte le superfici in c.a. esposte all'azione degli agenti atmosferici. Trattasi di vernice ad impregnazione incolore per strutture in c.a. a base di una miscela di ammino-alcoli organici ed inorganici ed inibitori di corrosione migranti, da applicare su sottofondo sano, compatto e libero da ogni impurità, in ragione di due-tre mani, con tempi di attesa tra le mani di circa 3-6 ore, per un consumo totale di almeno circa 400 gr/mq. VERNICIATURA CON PIACEVOLE EFFETTO ESTETICO E PROTEZIONE CONTRO LA CARBONATAZIONE E ESPOSIZIONE FUTURA. La protezione della struttura contro la carbonatazione verrà assicurata dall´ applicazione della speciale verniciatura elastica protettiva e decorativa, traspirante al passaggio del vapore, impermeabile all´ acqua ed ai gas aggressivi atmosferici, a base di resina acrilica in dispersione acquosa, SIKAGARD 550W ELASTIC applicata in 2/3 mani a pennello o rullo, previa applicazione di apposito primer consolidante SIKAGARD 551S ELASTIC mediante rullo, pennello o spruzzo in 1 mano.
Data di pubblicazione: 09/11/2007
Data ultimo aggiornamento: 09/11/2007
Autore: c.g.
|