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Calcestruzzi Autocompattanti (Self Compatting Concrete) |
Il calcestruzzo dovrà essere prodotto secondo le prescrizioni della UNI 9858/EN 206, con particolare riferimento agli aspetti relativi al contenimento del rapporto a/c e all'aumento del rapporto i/c (aggregato/cemento). Il rapporto a/c dovrà essere < 0,55 per il rispetto delle prescrizioni minime composizionali per la durabilità, comunque scelto in funzione della classe di esposizione specifica. Al fine di eliminare i difetti qualitativi dovuti a carenza della compattazione meccanica, quando non è possibile usare il vibratore anche per evitarne il rumore, i calcestruzzi dovranno essere di tipo autocompattante, definiti anche come S.C.C. (Self Compacting Concrete). I calcestruzzi autocompattanti sono caratterizzati da elevatissima fluidità e da resistenza alla segregazione, che si mettono in opera per gravità, senza l’ausilio di alcuna forma di vibrazione meccanica, qualunque siano le forme e dimensioni dei getti e la densità delle armature metalliche. La composizione del calcestruzzo autocompattante (mix design) dovrà essere formulata in collaborazione con il produttore degli specifici additivi iperprestazionali e la consistenza, misurata con il metodo dello Slump Flow, dovrà essere di almeno 65¸ 70 cm a tempo T0 e T90 primi dall’aggiunta dell’acqua, con i seguenti vincoli: Componenti fondamentali per la produzione del calcestruzzo S.C.C. sono gli additivi iper-fluidificanti viscosizzanti della linea SIKA VISCOCRETE, a base di una miscela di originali copolimeri acrilici di sintesi. Gli additivi della famiglia Sika Viscocrete sono utilizzabili in ragione dello 0,3 ¸ 1,0% in peso sul peso del cemento, pari a kg 0,3¸1,0 di prodotto per ogni 100 kg di legante, in relazione al rapporto a/c adottato. Sika Viscocrete rispondono ai requisiti della UNI 8145 e a quelli della pre Norma Europea prEN 934-2. Particolare cura dovrà essere dedicata alla maturazione protetta del calcestruzzo autocompattante, dopo lo scassero, che dovrà rispettare le prescrizioni della norma UNI 9858. Dovrà essere utilizzato lo specifico antievaporante, ANTISOL S, sotto forma di emulsione liquida pronta all’uso, a base di particolari resine, rispondente alla norma UNI 8656 tipo 1, in ragione di 180¸ 200 g di prodotto per mq di superficie. L’antievaporante deve essere caratterizzato da capacità di formare una pellicola sigillante di natura microcristallina, aderente al sottofondo e impermeabile, atta a garantire una perfetta protezione del calcestruzzo e ininfluente sull’adesione di successivi trattamenti. ANTISOL S deve essere applicato puro, con apparecchiatura polverizzante alla pressione di circa 1 atm, in una sola passata; l’applicazione deve avvenire dopo la posa in opera e la finitura superficiale del calcestruzzo, appena evaporata l’eventuale acqua di affioramento. Nel caso di trattamenti in verticale, subito dopo aver rimosso i casseri è necessario provvedere a un preventivo lavaggio delle superfici con acqua pulita.
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